Leggere non serve a niente

Si può parlare di libri e lettura a chi, con i libri e la lettura, ha a che fare ogni giorno a scuola?
Si può parlare di libri e lettura a chi probabilmente associa libri e lettura solo ed esclusivamente a una tortura infernale?
Sì, si può. Si deve.

La lettura teatralizzata proposta si muove su una strada principale che prende ispirazione dal testo “Lettori si cresce” dell’insegnante e scrittrice Giusi Marchetta (Einaudi, 2015) nel quale parla a Polito, uno studente quindicenne medio, non lettore. Perché Polito non legge?

Nella nostra versione il dialogo tra l’insegnante e Polito diventa un viaggio “al centro dei libri”, una lente d’ingrandimento: dalla questione della lettura alle infinite storie raccontate, da queste ultime al potere di ogni singola parola.

Da Cervantes a Omero, da Benni a De Andrè, da Calvino a Campanile, da Dickens a Shakespeare, tantissimi saranno gli autori che intrecceranno le loro parole a quelle dell’insegnante.

Senza retorica, senza slogan, senza frasi ad effetto, partendo semplicemente dalle storie dentro ai libri.
Leggere per leggere, senza analisi, senza domande.
La lettura non come un’attività di eletti, di pochi migliori di altri, ma come un’esperienza, anche faticosa all’inizio, ma necessaria.

Perché i libri, appunto, non servono a niente, semplicemente perché non sono al servizio di nessuno.

 

BLOG – Leggere non serve a niente
  • Tipologia di attività lettura-spettacolo + incontro con le classi
  • Durata 4 ore
  • Destinatari classi della scuola secondaria di primo grado