La mia vita prigioniera

Lo spettacolo narra la storia di Elio Bartolozzi, contadino toscano originario del Mugello (e poi stabilitosi nel sestese), che nell’aprile del 1944, per aver aiutato dei partigiani, viene preso dai tedeschi e dai repubblichini. Dopo la cattura viene portato prima a Villa Triste, poi al carcere delle Murate. Da qui nei campi di Fossoli, di Bolzano e infine in quelli di Mauthausen e Gusen. Verrà liberato il 5 maggio 1945.

La narrazione dei fatti avviene in prima persona, rispettando la lingua di Elio, fiorentino, con le sue imperfezioni, accenti e strutture grammaticali. Per andare avanti ed evitare di essere sommerso dalla sofferenza, dalle privazioni, dalla violenza nazista, Elio si affida alla quotidianità, ai fatti precisi e concreti; li mette in fila per dare un senso alla sua vita, per avere un futuro, un futuro che si concretizza in ore e in giorni.

Il nostro spettacolo cerca di rispettare questa sua necessità di “ordine” creando un percorso preciso nel quale, attraverso gli appunti sparsi in scena, si ricostruisce e si riassembla la memoria del protagonista, anche tramite scelte scenografiche essenziali e direttamente funzionali alla narrazione.

Progetto Memoria

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  • Repliche 14 Luglio 2014 - Teatro del Quartuccio (Sesto F.no) | 27 Gennaio 2015 - Museo della Deportazione di Figline (Prato) | 18 Marzo 2015 - Auditorium del Consiglio Regionale della Toscana (Firenze) | 4 Giugno 2015 - Teatro del Borgo (S. Bartolo a Cintoia) | 9 Marzo 2016 - Teatro San Martino (Sesto Fiorentino) | 24 Aprile 2016 - Circolo ARCI Barberino M.llo | 22 Gennaio 2017 Circolo ARCI Il Querceto (Sesto Fiorentino) | 1 Ottobre 2017 Campo di concentramento di Fossoli (Carpi, MO)
  • Regia Francesca Uguzzoni
  • Con Alessandro Varrucciu
  • Elaborazioni grafiche Silvia Uguzzoni