Diario di bordo – Settimo giorno: di strani uccelli e maschere colorate

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Secondo giorno a Camelot, in compagnia di Re Artù, Lancillotto e Ginevra.

Qualche pirata nota la strana pettinatura della regina che sembra quasi il nido di un uccello.
Del resto ci sono sempre un paio di colombe che le svolazzano intorno, sarà un caso?
Avrà del mangime nascosto tra i capelli?
C’è anche l’oscura Morgana, la sorella di Artù, una fata malvagia che per un po’ terrà prigioniero Lancillotto.
Poi incontriamo Mordred, nipote del Re, che dichiarerà guerra allo zio; quest’ultimo lo combatterà affiancato dai cavalieri e dal coraggioso Lancillotto.
Non c’è che dire, nella famiglia di Re Artù non ci si annoia mai!
Appollaiato sull’albero della nostra nave, un uccello dalle piume rosse ci osserva.
E’ lui la voce narrante del libro, colui che ha visto tutto, colui che è sempre stato presente: l’amore.
E’ lui che all’inzio ha fatto “spiccare il volo del primo bacio” tra Lancillotto e Ginevra, e sempre lui resterà fino alla fine, anche se i due innamorati vivranno separati per il resto della loro vita.
Perchè l’amore vince sempre anche quando perde.
Lo strano uccello ci regala questa incantevole storia e noi la afferriamo stretta, direttamente dal suo becco.
Ormai è nostra.

Impugniamo i pennelli, stendiamo i colori.
Prendono così vita i personaggi che ormai stiamo imparando a conoscere: l’azzurro Lancillotto, la Dama del Lago che lo ha allevato, Ginevra con la sua chioma bionda e la nera Morgana diventano maschere a cui presto daremo una voce.
Il vento gonfia le vele, il nostro viaggio continua.


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