Diario di bordo: Nono giorno – l’incantesimo di Morgana

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Siamo quasi al termine del nostro viaggio.
Le avventure di Artù, Ginevra e Lancillotto sono per noi delle acque che conosciamo molto bene, riusciamo a navigare ad occhi chiusi.

E a proposito di occhi e di sguardo… e se provassimo a ribaltare il punto di vista?
E se tutta questa storia fosse frutto del perfido maleficio di Maga Morgana?
Prima cerchiamo le parole che possono aiutarci. Inganno, invidia, dominio, gelosia, tradimento.
Poi scopriamo strani animaletti, come la “pulce nell’orecchio” e il “tarlo del dubbio”.

Infine abbiamo immaginato la voce della Maga, le sue parole, e questo è il risultato: l’incantesimo di Morgana.


L’INCANTESIMO DI MORGANA

Io sono Morgana

e odio tutti i cavalieri che lottano per il bene.

Maga e sorella di Re Artù

lo condannerò al dolore, colpendolo nel cuore.

Farò innamorare Ginevra e Lancillotto

di un amore proibito, che macchierà di sangue Camelot.

Rosso come il sangue,

rosso come l’amore,

rosso come il fuoco,

rosso come la rabbia.

Con l’inganno farò soffrire Galahot,

l’amico amato di Lancillotto, fino alla morte.

Con gioia assisterò al pianto dell’Amore.

Artù, accecato dalla gelosia, arriverà a piangere alla mia porta.

Io lo accoglierò gentilmente, e gli mostrerò il mio castello:

la sala da pranzo, le camere degli ospiti,

il mio laboratorio, arazzi, vasi, quadri e vetrate… e poi…

“Ma quella è Ginevra! E quello è il mio amico Lancillotto del Lago!”

Adesso il dubbio è cancellato, al suo posto è rimasto il dolore.

Tradito dalle persone a lui più care.

Io sono Morgana

e odio tutti i cavalieri che lottano per il bene:

oggi ho vinto la mia battaglia.


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